Le Vie Di Pisa (Parte II)

Ecco la seconda parte dell’articolo che ha mandato Google Maps, Via Michelin e gli albergatori del capoluogo toscano su tutte le furie perché è il primo risultato che spunta su google cercando “vie pisa” :)

PRENDERE L’AUTOBUS
Livello di difficoltà: alto
Perdonatemi le nozioni matematiche che ho usato per spiegare alcune situazioni.

Prima regola: Fare il contrario di ciò che si pensa di fare
Se pensi di uscire da casa alle 16:05 per prendere l’autobus delle 16:15, vedrai sfrecciare quello delle 16:00 in ritardo di 4 minuti e 59 secondi. Ovviamente quello delle 16:15 passerà con 10 minuti di ritardo, per un totale di 20 minuti di attesa.
Se dopo un’ora ti stanchi e cominci a camminare a piedi, vedrai l’autobus sfrecciare quando ti trovi esattamente nel punto di mezzo del segmento ideale che unisce la fermata in cui eri a quella successiva. Non agitare la mano: se non fai la lapdance col palo della fermata non si ferma. Non provare a travestirti da signora anziana: è inutile. Prova a fare ampi gesti con le braccia e a picchiettare l’orologio da polso borbottando qualcosa tipo: «E che cazz!».

Seconda regola: Procurarsi un cavo per trainare mezzi pesanti
Finalmente sei riuscito a prendere l’autobus. Legati da qualche parte se non ti vuoi ritrovare a giocare a Twist con la famiglia che è 10 posti avanti.

Terza regola: Il biglietto va comprato con probabilità p fissata a priori
Mi spiego meglio: prima di salire per la prima volta su un autobus, dai a p un valore che sia o molto vicino a zero o esattamente uguale a uno. Procedi quindi all’acquisto del biglietto con probabilità p *tutte* le n volte che prendi l’autobus. Si dimostra infatti che per n grande, se fai il biglietto n-1 volte e l’ennesima non lo fai perché è domenica e non riesci a trovare un qualsivoglia esercizio commerciale aperto, il controllore ti becca e ti fa 50 € di multa. Il tutto sotto gli sguardi indignati di chi l’ha fatto solo quella volta (perché aveva scelto p vicino a zero) e del fortunello di turno che l’ha trovato sul sedile.

PASSEGGIARE A PIEDI
Livello di difficolta: oggettivamente impossibile
Sono punti di vista, ovviamente. Se hai il sesto senso, tre occhi o meglio quattro di cui uno dietro la nuca, un ombrello sempre a portata di mano, salviettine umidificate, spalle da culturista, maglietta di ricambio e vernice bianca quanto basta non c’è nulla di più facile.

Prima regola: Non camminare sui marciapiedi
Camminare sui marciapiedi è uno slalom continuo tra cacche di cane dal basso e cacche di piccione dall’alto. Se proprio ci tieni, punta un occhio in cielo, uno in terra uno davanti, uno dietro e un altro sul cellulare (perché stai scrivendo un sms). Tanto lo so, gira e rigira, trita e ritrita finisci per evadere questa regola perché ti stimola ballare alla Kledi per evitare un’altra cacca sotto le scarpe nuove. Ovviamente puoi ballare solo nei rarissimi giorni di sole, ovvero nei momenti di non-pioggia, quando riesci a distinguere il fango dalla cacca. Inoltre camminando per strada quando piove… ehm… sempre, ostruirai il passaggio alle automobili! Come? Sì, giusto. Non potranno fare punti facendoti il bagno! Come? Sì, giusto. Dato che stai commettendo un’infrazione ti prenderanno in pieno e i punti li daranno a te.

Seconda regola: Usa le finte per schivare i pedoni difensori
Si comincia sempre così. Lo punti, ti sposti a destra. Anche lui. Ti rimetti al centro. Anche lui. Ti sposti a sinistra. Anche lui. Ora siete vicinissimi. Vi fermate. Vi guardate con aria di sfida per un istante interminabile, il vostro istante di gloria. Nessuno dei due ha il pallone al piede (tranne io: mi riconoscete dal fatto che ne ho sempre due belli grossi). Piede sinistro in avanti. Lui sembra aver capito, ma mentre si fa avanti col destro per bloccarti tu sposti velocemente il baricentro e lo lasci sul posto.

Terza regola: Usa il metodo "Vitamin Power" per schivare i pedoni pilastro.
Personalmente questi mi stanno sul cactus e sono pure in stragrande maggioranza. Non si spostano, aspettano che tu faccia la prima mossa e se non la fai l’impatto e le conseguenti offese sono garantiti. Con 10-15 mesi di palestra nella maggior parte dei casi ce la farai a risolvere.

Quarta regola: Portarsi sempre un ombrello dietro
Non mi chiedere: «E dove me lo metto?» perché potrei risponderti. In alternativa chiamami e chiedimi se ho portato il mio: in questo caso potrai lasciarlo a casa perché smetterà di piovere a breve.

Quinta regola: Prestare attenzione alle bici nei giorni di pioggia
Stai molto attento a chi guida la bici sul bagnato con in una mano l’ombrello che gli copre la visuale, nell’altra un libro, nell’altra il telefonino che è appoggiato all’orecchio opposto alla mano che lo tiene e nell’altra ancora il manubrio col freno anteriore che ovviamente non funziona. Io non ho ancora capito dove è il trucco.

Sesta regola: Difendersi dai "Chapa lì! Chapa là!"
C’è qualcuno che ti dice: «Chapa lì! Chapa là!» ogni tre cagate di piccione. Attenzione: la tartarughina che hai in mano non è un regalo, lo dovevi immaginare. No! Fermo! Che fai? E’ troppo tardi, oramai l’hai chapata. Se non la tieni porta sfiga, se la tieni pure. Quindi paghi, ringrazi e la regali. Subito.

Quinta regola: Difendersi dai sondaggi
C’è qualcuno che ti dice «Posso farti una domanda?» ogni quattro cagate di piccione. Se ti chiedono: «Leggi?», rispondi: «Sì, solo fumetti porno!»: ti lasceranno andare senza insistere e si ricorderanno di te quando ripasserai quindici secondi dopo (metodo brevettato da Cix).

Sesta regola: Difendersi dai <censurato_da_silvio>
C’è qualcuno che ti dice: «Posso darti questo opuskolo?» ogni sette cagate di piccione. Mi spiace, non c’è rimedio. Scappa e sii più veloce di loro.

GIRARE IN BICICLETTA
Livello di difficoltà: gioco d’azzardo

L’articolo è finito qui!
«Ma komm?» – ti chiederai – «Sul più "bello"?». Eh si, altrimenti come facevo a farti chiedere «Ma Komm?»? Va bene, lo ammetto: come pretesto per chiudere è davvero scandaloso. Anche perché non vado in bici e non saprei cosa scrivere. :)

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